Capolavori dell’Archeologia “strappati” ai tombaroli

Capolavori dell’Archeologia “strappati” ai tombaroli

Uno dei pezzi recuperati

Uno dei pezzi recuperati

Ha preso il via la grande mostra, intitolata “Capolavori dell’archeologia: Recuperi, ritrovamenti, confronti” è in programma fino al 5 novembre 2013, a Roma, a Castel Sant’Angelo. Lo spazio è dedicato alla presentazione al grande pubblico dei principali reperti archeologici rubati, trafugati da scavatori clandestini o esportati illecitamente dal nostro Paese, ma recuperati dai nuclei specializzati dell’Arma dei Carabinieri, della Guardia di Finanza e della Polizia di Stato. I visitatori potranno ben comprendere il continuo pericolo di saccheggio e dispersione cui è sottoposto l’immenso patrimonio italiano, e, nello stesso tempo, potranno apprezzare il grande lavoro scientifico e di ricerca, che sta dietro il ritrovamento di materiale archeologico appartenente alle diverse tipologie maggiormente a rischio (bronzi, marmi, affreschi, ceramiche, argenti e oreficerie, eccetera), insieme alla storia, spesso avvincente e sempre complessa, del loro ritorno a casa.

Per fornire un quadro più completo della situazione, saranno presenti in mostra non solo opere oggetto di sequestri, d’intercettazione sul mercato antiquario, di restituzioni da collezioni private o da musei stranieri, ma anche alcune opere ritrovate fortunosamente.

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